Esercizi Bioenergetici

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La Pratica Anti Stress secondo il metodo A.Lowen rientra nell’area della psicologia psicosomatica e della psicologia della salute e, quindi, ha l’obiettivo di: promuovere la salute, fornire un’ educazione psico-emotiva, prevenire i danni da stress, fornire uno strumento di autoregolazione per affrontare lo stress e l’ansia.

La pratica antistress prende il via da una serie di esercizi che sono stati elaborati per la prima volta da Alexander Lowen negli anni ’50 insieme alla moglie Leslie, col nome di Classi di esercizi Bioenergetici.

Si tratta di una serie di movimenti (respirazione, stretching, rilassamento), proposti da un conduttore, in un contesto di gruppo, che mirano ad alleggerire le rigidità dovute alle tensioni muscolari.

La teoria di Lowen parte dal presupposto che ogni individuo dispone di energia vitale che però viene spesso repressa da ostacoli interiori che portano ad una riduzione della respirazione e alla tensione cronica di importanti gruppi muscolari.
Gli esercizi sono anche uno strumento di autorisanamento e di rafforzamento del sistema immunitario. Infatti, quando manteniamo il corpo in uno stato di continuo stress, sottoponiamo gli organi ad una eccessiva sollecitazione senza dare loro la possibilità di rigenerarsi; questo processo con l’andar del tempo, può portare a disfunzioni o alla malattia vera e propria.

Lo scopo degli esercizi è quello di aiutare i partecipanti ad entrare in più profondo contatto col proprio corpo, accrescendo le sensazioni in esso; divenire consapevoli delle tensioni muscolari e lavorare sul movimento e sulla respirazione in modo graduale per favorirne il rilascio.

Sbloccando l’energia intrappolata nel corpo e lasciandola, quindi, fluire in modo più libero, ne conseguirà un senso di grande vitalità, una maggior capacità di provare piacere e un maggior benessere sia a livello muscolare che emozionale.

Possono partecipare tutti coloro che , non avendo gravi patologie psico-fisiche, desiderano:
• approfondire il rapporto col proprio corpo, le proprie sensazioni ed emozioni;
• acquisire uno strumento per conoscersi;
• entrare in contatto con le sensazioni corporee;
• entrare in contatto con i propri bisogni e le proprie emozioni;
• riconoscere le proprie modalità di muoversi all’interno di un gruppo o di una relazione a due.

Vuole anche essere uno strumento di prevenzione e cura contro i disturbi d’ansia e i cosiddetti disturbi funzionali.

L’ansia è un disturbo molto diffuso e può rappresentare un grosso limite nello svolgimento della vita quotidiana poiché provoca una serie di sintomi (insonnia, mancanza di concentrazione, tensioni muscolari, ecc) che possono diventare cronici.

I cosiddetti disturbi funzionali, da tempo riconosciuti dalla medicina convenzionale e elaborati dalla branca della medicina psicosomatica, indicano che spesso alla base di un disturbo fisico non esiste unicamente un danno organico o una predisposizione genetica ma anche la presenza di stress ritenuto eccessivo dall’organismo e di un errato stile di vita .La lista di questi disturbi funzionali è lunghissima e comprende: cuore irritabile, nevrosi cardiaca, ipertensione arteriosa, dispepsia, colon irritabile, ulcera, iperventilazione, ansia bronchiale, dermatosi, ect.